Mirko Dematté nasce a Trento il 9 settembre 1975. Personalità estroversa ma capace di grande introspezione, si avvicina al mondo dell’arte nei primi anni del Duemila. Nella sua dimora di Pergine abbozza i primi quadri che hanno molto della veemenza dell’action painting. La materia è il filo conduttore dei quadri. Demattè sperimenta spazi figurativi di vari ampiezze con simbolismi figurativi modellati con grande disinvoltura nella materia scelta, dalla carta al legno, al metallo o altro ancora. Dematté imprime le sue sensazioni nei materiali, siano essi il gesso o il carbone di fusione dove alterna inserzioni di oggetti, siano pannelli, spesso rivestiti di tela grezza portata in rilievo e sempre dipinti con colori vividi che paiono smalti.
Nel settembre 2004 partecipa alla sua prima mostra collettiva a Pergine Valsugana. È presente con altri trentadue artisti in occasione della mostra “Il vino merlot d'Italia”, svoltasi ad Aldeno (Tn) nel novembre 2004.
Come già appare nella prima mostra personale dell'agosto 2005 a Pergine Valsugana, le sue opere sono forme dell'anima.
Nel 2007 Innsbruck e Madrano segnano una tappa importante per l’evoluzione dell’artista, che nel 2009 premia la maglia rosa del giro d’Italia con un’opera creata ad hoc per l’occasione. Nello stesso anno espone alla Feltrinelli di Parma.
Nell’estate appena conclusa (2011) ha esposto nella prestigiosa sala espositiva dell’Ubs Banca di Lugano, dove ha registrato un ottimo successo di pubblico. A ottobre, infine, una sua opera plasmata con il materiale innovativo Woodn è stata esposta al Made Expo di Milano, la fiera di settore più visitata d’Italia.
In questo ultimo periodo l’artista di Pergine ha avviato un nuovo filone artistico-pittorico, che fa del bianco il proprio filo conduttore. Purezza e libertà sono alla base di questo ciclo pittorico, senza dimenticare l’io che deve trovare uno spazio nel cosmo.
Nell'era del post-Modern dove si ha la sensazione di aver già visto tutto, le performance di Mirko Dematté hanno un che di pedagogico, riportano alla magia primordiale del gesto creativo.